Ce l’ha il vicino, ce l’ha il dentista e pure la nonna. Lo si è visto in casa di amici e anche al caffè bohémien che ha appena aperto. Stiamo parlando del tavolino di Ikea modello Lack. Per continuare ad avere un piano di appoggio utile ma per differenziarsi dalla massa, che lo predilige bianco, nasce in rete un blog dove apprendere trucchi e segreti per “hackerare” il proprio Lack. E non solo. Ikea hacker propone immagini raccolte in tutto il mondo che mostrano come personalizzare i propri mobili “made in sweden”, dalle lampade ai divani, aggiungendo divertenti decori o ricorrendo a tagli ed inserti. Ad oggi il blog ha ricevuto quasi quattordici mila visite e anche nel 2007, come è ormai tradizione da quando la copywriter malese Mei Mei Yap ha inaugurato la moda del mobile di massa riveduto e corretto, gli utenti hanno premiato la migliore modifica dell’anno. Ha vinto il porta televisore modello Benno che, grazie alla fantasia del tedesco Marcus, si è trasformato in una serra per tartarughe. Togliendo le rotelle e alcuni parti in eccesso e facendo tre buchi per l’areazione ecco che il mobile è diventato un’insolita abitazione per piccoli animali.
Al secondo posto del seguitissimo concorso, sono stati circa mille e cinquecento gli utenti che hanno votato le venti migliori idee arrivate in finale, si è piazzato il lavandino alla moda realizzato da Splatgirl. Utilizzando un piano di appoggio in legno e collegando un lavabo ad una cassettiera da ufficio in ferro, costo totale dei tre oggetti pari a 99 dollari, è nato un lavandino da bagno degno delle migliori riviste di design.

Quella di modificare i mobili Ikea pare essere una moda che coinvolge molti amanti del bricolage sparsi per il mondo e il blog nel quale trovare consigli e idee per personalizzare i propri mobili è nato dalla curiosità di una creativa in cerca di ispirazione. “Nel 2006 ho digitato su Google le parole Ikea e hacker e sono rimasta stupita dalla quantità di risultati ottenuti – ha dichiarato Mei Mei Yap – ho visto che c’erano così tante idee geniali che fluttuavano nel Worl Wibe Web da farmi credere che era altrettanto geniale unirle tutte in un unico luogo. Ho passato alcune notti insonni a costruire il sito in html, ma alla fine sono molto orgogliosa del risultato. Nei primi tempi ricevevo tre foto a settimana, ora almeno quattro al giorno”.

L’ideatrice di Ikeahacker, conosciuta anche con il soprannome di Jules come il suo modello di sedia svedese preferita, ci tiene a ribadire la sua estraneità dal mondo Ikea. Lei è solo la porta voce di tutti quei clienti della catena di mobili svedesi che non si limitano a comprare un divano, montarlo nel proprio salotto e sedersi sopra sudati e soddisfatti del proprio acquisto, per gli Ikea hacker quella scatola di cartone marrone scuro che contiene tanti piccoli pezzi e un libretto delle istruzioni è solo il punto di partenza.
Per dove? Il catalogo è lungo. Visitando le pagine del blog si scopre che l’oggetto più modificato è proprio il tavolinetto Lack. C’è chi ha tolto il piano di appoggio e l’ha sostituito con un vetro sotto al quale mettere in bella mostra foto e conchiglie, chi l’ha rivestito con un tessuto a fiori o con una stampa batik, chi l’ha trasformato in una postazione per bambini con tanto di vano porta lavagnetta e fessura porta pastelli.

Fra le creazioni più originali c’è quella di Zach: a lui si deve il merito della prima chitarra Ikea realizzata interamente con un piano in legno del costo di quindici dollari. “Che vergogna che gli svedesi utilizzino un legno dalle sonorità così perfette per realizzare i loro tavolini” – ha commentato l’inventivo liutaio – è un vero sacrilegio”. A solleticare la fantasia di molti hacker del mobile sono anche le lampade: tre da ufficio modello Tertial diventano nel progetto di Jason un moderno lampadario da soffitto, mentre uno specchio da trucco diventa un oggetto da museo se al posto della superficie riflettente si monta un faro di automobile e perfino una grattugia, se la si riempie con una lampadina, può trasformarsi in un punto luce. Fra i molteplici usi e riusi che i complementi di arredo Ikea possono avere nella mente e nelle mani dei tanti creativi sparsi per il mondo c’è naturalmente anche l’abbigliamento. Tende da doccia che diventano borse, tessuti e tappeti che scendono dalle pareti e salgono dai pavimenti per diventare abitini anni Settanta decorati con paillettes e perline.

Perché questi creativi ce l’hanno così tanto con Ikea da voler distruggere, tagliare e rimontare quello che la patria svedese realizza con tanta fatica? La risposta è facile e viene dalla blogger Mei Mei Yap: “Naturalmente il prezzo. I mobili Ikea sono economici. Se fossero cari nessuno si permetterebbe di farli a pezzi. Inoltre il concetto della ditta svedese si basa già sul bricolage, ognuno si porta a casa la sua scatola da aprire e montare. Noi però andiamo oltre. Adattiamo quegli elementi ai nostri gusti e ai nostri bisogni e così “hackeriamo” un po’ anche il sistema che ci vuole tutti abitanti di case arredate alla stessa maniera”.

via >> Repubblica