Design della memoria
24 Aprile 2009


Ultima conversazione del ciclo “autori in vetrina: cercatori di tracce” curato da Stefania Scaradozzi con Simona Zauli per OZIO il nuovo centro Libreria Mondadori, in Corso della Repubblica, 19 a Forlì.
La conversazione del primo ciclo “Terra | Verde, responsabilità” sarà tra Aldo Colonetti e Denis Santachiara, martedì 5 maggio alle ore 18.30.
“Come scriveva il grande epistemologo inglese, Thomas Kuhn, “conoscere” significa, “riconoscere” cose, immagini e pensieri che già parzialmente possediamo, senza esserne totalmente consapevoli: “cose che non possono essere dette facilmente in un determinato linguaggio, sono cose che coloro i quali lo utilizzano, non si aspettano di dover dire”.
Ovviamente non è una riflessione che ripropone l’annosa questione del rapporto tra le idee e le cose, tra l’idealismo e l’empirismo. Non siamo così ingenui, il tema è molto più complesso, quando si parla di memoria e di progetto.
È proprio vero che quando progettiamo il “nuovo”, evitiamo di parlare, di citare o utilizzare il “vecchio”, ovvero ciò che la memoria ci consente di riconoscere come parte della nostra precedente esperienza?
Noi crediamo che gli oggetti disegnati e progettati, soprattutto quelli che sono facilmente riconoscibili, al di là del successo, da parte degli interpreti, abbiano sempre qualcosa che provoca una sorta di “riconoscibilità”; ovvero il nuovo transita all’interno di forme, linguaggi e rappresentazioni che già fanno parte del nostro sistema di orientamento, sia sul piano estetico sia su quello semantico. È un tema di discussione, è un argomento aperto, ma parafrasando la citazione di Kuhn, se il progetto è un sistema di linguaggi, è chiaro che esso sarà in grado di parlare del “nuovo”, solo nel caso che, pur parzialmente, il passato rappresenti la base sulla quale costruire il futuro. In sostanza è come se dicessimo che la verità delle cose è fondata sulla verità dei contesti, intesi come il tempo e lo spazio delle storie individuali e collettive” . Aldo Colonetti
Aldo Colonetti Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura.
Dal 1998 è Direttore Scientifico del Gruppo IED (Milano, Torino, Roma, Venezia, Madrid, Barcellona, San Paolo);’ vicepresidente della Fondazione Francesco Morelli – Istituto Europeo di Design.
Dal 1991 è direttore di “Ottagono”; è vicepresidente di Editrice Compositori.
Autori di saggi, curatore di mostre ed iniziative culturali, in Italia e all’estero.
E’ consulente, per quanto riguarda il design e l’architettura, della Direzione Culturale del Ministero degli Esteri.
Nel 2001 ha ricevuto, da Sua Maestà Britannica, Elisabetta II, il titolo di “Member of British Empire”, per meriti culturali.
Dal marzo 2009 fa parte del Consiglio Nazionale del Design, sotto l’egida dei Ministeri dei Beni Culturali, degli Esteri e delle Attività Produttive.
Denis Santachiara Designer anomalo e outsider nel panoramainternazionale, inizia con opere tra arte e design esposte in varie manifestazioni tra cui: Biennale di Venezia 1980 ,”Tutte le arti tendono alla Performances”’Palazzo dei diamanti Ferrara 1982 ,Documenta 8′ Kassel – Triennale di Milano 1982/84/86 /96 /2001/2004- Quadriennale di Roma 1998. Mostre personali -Curatore -Allestimenti tra cui : personali al Museo Des’Art di Lione e al Vitra Museum. “La Neomerce, il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale” 1984, Ttriennale di Milano, Centro Pompidou di Parigi , mostra manifesto e riferimento internazionale per un neodesign “Performativo , tecnopoetico e ironico”.”I segni dell’Habitat” – Grand Palais, Parigi 1987 – Berlaghe Museum, Amsterdam 1988 – Tokyo, 1989 nel 1997 ha allestito la mostra “the New Persona”, curata da (Germano Celant, )Firenze e nell’aprile 2000. “Stanze e Segreti”, Rotonda della Besana, Milano, (curata da Achille Bonito Oliva. ” Water Design “
2003 e Open Living 2004 nell’ambito di Design Week ,Tokyo .
Progetti d’interni e esterni tra cui : alla Certosa di Avignone, per il Ministero della Cultura Francese Arredi per la piazza di Toyama ,Giappone, L’Art Hotel a Dresda; vince il concorso internazionale ZIP per la città di Saarbrucken Germania,Banca Generali per una catena di banche telematiche. Centro promozione Emilia Romagna a Shangai, Biennale architettura di Pechino
Ha collaborato e collabora con aziende italiane e straniere per il design e la ricerca di nuovi prodotti e nuove iniziative tra cui: SniaViscosa, Centrostile Fiat, Progetto Cultura Montedison, B&B Ministero della Cultura Francese, Luceplan ,Artemide, Swatch, Mandarina Duck, Rosenthal, Panasonic, Domodinamica, Vitra, Campeggi, Superga, Bang-Olufsen, Banca Generali,
De Padova, Chrysler/Benz, Foscarini, Marutomy, Baleri Italia, La Murrina, Serralunga, Koizumy, Erreti,Bonaldo, Magis, Zerodisegno, Post Design, Polsit, Naos,Fontana Arte ,Isedit.
Premi e publicazioni tra cui :Nel 2002 la casa editrice “Abitare Segesta” edita un libro sulla sua attività con testo di Virginio Briatore per la collana prontuario. Compasso d’oro 1986,Nel 1999premiato con il Good Design Award dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e nell’aprile 2000 premiato in due sezioni con il Design World
Attività accademica Ha tenuto e tiene corsi e Seminari in diverse università
e istituzioni tra cui: ISIA di Firenze ,Rietveld scool di Rotterdam,Royal college di Londra ,Les ateliers di Parigi.Escuela de diseno di Barcellona,seminario università di Tokyo ,Università di Gerusalemme ,Accademia delle arti di Sanpietroburgo,Accademia di Brera e Politecnico di Milano ,Corsi di Master alla Domus Accademy,Istituto europeo di design, FMI a Washington
,Cambridge university Boston,Universitad Mayor di Santiago del Cile , Università di venezia IUAV, Creative Accademy a Milano. Universitad Veritas in Costa Rica .
A/RES/47/193
5 Marzo 2009
Progettare per sottrazione
8 Febbraio 2009
“un buon progetto nasce non dall’ambizione di lasciare un segno, ma dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo, con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da voi progettato”.
Partendo da questa frase di Achille Castiglioni si vuole capire insieme a Gaddo Morpurgo e Marco Zito il significato che assume, le caratteristiche che devono avere gli oggetti d’uso in contesti come “il resto del mondo”. Ma anche se il “resto del mondo” è poi oggi così distante dal nostro mondo e quali sono i confini che lo segnano. La conversazione vuole toccare argomenti e vuole porre domande fortemente contemporanee: il progettare sottraendo è oggi forse una esigenza più che etica, economica? La produzione di oggetti mediatizzati ha ancora un senso e soprattutto un mercato? I prodotti devono essere concepiti per adeguarsi alle culture locali dei paesi dell’ Other 90% ai gusti e alle loro condizioni socio-economiche ma questo vale anche per quelle stesse comunità che vivono nelle nostre città-mondo, multiculturali.
Gli esperti di tecnologia, di ingegneria e i migliori designer al mondo sono tutti soliti operare in condizioni di abbondanza. Creano senza la minima carenza di materiali, fondi, risorse, carburante o energia. Se dobbiamo progettare prodotti e sistemi in condizioni di massime ristrettezze, disponendo di risorse ridotte all’osso, economizzando le risorse naturali e razionandone il consumo, quale altro luogo migliore per trovare delle risposte che presso coloro che già vivono in queste condizioni?
Autori in vetrina \ librerie emotive
8 Febbraio 2009
“in un vortice di polvere / gli altri vedevan siccità / a me ricordava la gonna di Jenny / in un ballo di tanti anni fa”. questi versi di Fabrizio de Andrè siano di introduzione e ispirazione alle serate che chiameremo ‘Librerie Emotive’.
Librerie emotive, un progetto di Gianluigi Ricuperati per Ozio
un percorso-conversazione nella memoria di un autore, e la memoria di un autore è sempre dove gli altri non ricordano, o non riescono a vedere in quel momento, o hanno smesso di vedere e ricordare; l’allestimento di una libreria è sempre un gesto emotivo tanto quanto è razionale, così abbiamo deciso di invitare alcuni scrittori, designer, autori nel senso piu ampio possibile, e proporci un frammento, una sezione, della libreria idiosincratica, personale, precisa e indiscutibile che ha formato lo sguardo.
Le librerie emotive sono uno sguardo, una conversazione, un allestimento reale e uno spunto per raccontare e farsi raccontare le storie e le idee di alcuni tra i più significativi protagonisti del fare contemporaneo, culturale e civile, progettuale e visionario.
Luca Doninelli, con l’aiuto di Gianluigi Ricuperati, metterà in scena la rappresentazione di uno sguardo letterario che cresce, si perde e si ritrova attraverso le storie e gli stili che l’hanno forgiato.
Mangiare secondo Kyoto
8 Febbraio 2009
Parte “autori in vetrina: cercatori di tracce”, il ciclo di conversazioni di OZIO, il nuovo centro, in Corso della Repubblica 19, a Forlì nato con l’intento di creare uno spazio in cui cultura e tempo libero si identifichino l’una nell’altro. Ogni ciclo sarà associato a un colore che riconduce a un elemento naturale, incipit di tutti gli appuntamenti. Le conversazioni, che non avranno né con-fine, né confini definiti a priori, non saranno solo con il pubblico, ma anche tra autori stessi, dove la definizione di autori s’intende nella sua accezione più ampia di produttori di pensiero e di senso.
A inaugurare il calendario del primo ciclo “Terra | Verde, responsabilità” sarà Stefano Masini, giovedì 22 gennaio alle ore 18.30, con la conversazione “Mangiare secondo Kyoto”.
Stefano Masini prenderà spunto dall’operazione “km zero” con cui Coldiretti Veneto vuole convincere mense, chef e grande distribuzione a proporre ai consumatori preferibilmente prodotti stagionali del territorio.
Ozio, autori in vetrina
8 Febbraio 2009
Dimora di un sodalizio fra pensiero e immaginario. Si struttura come luogo in cui convergono energie, specificità, cifre artistiche, progetti e curiosità espressione del fluire del tempo a sostegno di nuovi percorsi, anche personali. Si propone come un luogo che sostiene le attitudini.
Ozio è uno spazio di documentazione e presentazione. Vuole diventare un punto di riferimento per studenti, architetti, designer e chiunque voglia approfondire le tematiche della “cultura del progetto”, del senso delle cose.
Cicli di conversazioni Autori in vetrina un progetto di SSSZ stefania scaradozzi | simona zauli
Conversazioni non solo con il pubblico ma tra autori stessi e ancora autori non solo in senso bibliofilo ma autori di pensiero, di quei pensieri che ci permettono di tentare di dare forma a quel domani che è già oggi.
Ogni ciclo ha un colore denotazione di un elemento naturale così che entrambi riconducono ad un tema incipit della conversazione.
Primo ciclo, verde. Verde, Terra, Responsabilità. Conversazioni che avranno come punto di inizio la Terra e quello che oramai possiamo definire il “progetto della responsabilità”, il paesaggio, l’etica del progettare e quindi il “progettare per sottrazione”, la consapevolezza dell’importanza del ri-uso e della riconversione per la salvaguardia dei luoghi, il progetto nel resto del mondo, il progetto per il resto del mondo. Il Verde-Terra e il Terzo Paesaggio, il pensare una urbanizzazione Verde, il Bosco Verticale.
Autori in vetrina: cercatori di tracce.Un progetto di SSSZ stefania scaradozzi | simona zauli
o l’indagine del senso e la sua frequentazione. La pratica della ricerca chiama a un’indagine specifica e rigorosa quando è desiderio e necessità.
Uno scavo che si tramuta in segno attraverso la definizione di un linguaggio che si forma prima della parola. Un sodalizio nel tempo e nello spazio. Visione: se questo è un luogo è un esercizio in progressione.
“…il mondo di oggi è un mondo di passaggio e di circolazione in cui i nuovi edifici non producono identità e spazi di vita stanziale ma luoghi di rapido consumo: i non- luoghi. Il senso di estraneità si è rovesciato. I non-luoghi della surmodernità sono i luoghi del troppo pieno. Spazi dell’eccesso della ridondanza dove si muovono milioni di persone. Pieni di giorno, tornano vuoti di notte. Vuoto e pieno si affiancano nelle nostre città. Ebbene lo sguardo si dirige nella ricerca della sospensione. Nella percezione dell’incertezza oltre i confini tracciati dagli edifici e dai passaggi. Un intercapedine fra il vuoto e il pieno. Una ri-costruzione come idea di identità. Abitare un luogo superando il suo passaggio…” (Crolli, Marco Belpoliti; ed.Einaudi).
“Noi abbiamo tutto perduto quello che non abbiamo avuto. Ma l’avremmo perduto anche se l’avessimo avuto.” (Pilade, P.P.Pasolini)
Autori in vetrina\ librerie emotive Un progetto di Gianluigi Ricuperati
Un autore o autrice di qualsiasi genere affrontano un dialogo portando alcuni esemplari di libri dalla propria libreria e sistemandoli in un ordine che produce senso, perchè il modo in cui i libri vengono sistemati è parte integrante del dialogo continuo che intrattengono con il lettore: le librerie sono arredamento intellettuale ed emotivo, oltre che elementi che modificano e determinano lo spazio. Architetti, scrittori, musicisti, designer allestiscono per Ozio una parte della propria libreria e raccontano e si raccontano attraverso i libri.

