Questa mostra è una raccolta di documenti di umana tragedia. Immagini volutamente in b/n per non esaltare il colore orrendo della guerra. L’ingresso di una macchina da presa nei luoghi dove vive la crudeltà è sempre violento e intrusivo ed il mestiere di testimoniare può essere giustificato ma è sempre faticoso nei ricordi.
Senza l’umano dolore, rimangono realtà virtuali e illusorie”.
Claudio Speranza

La mostra “le guerre del dopoguerra” è stata allestita al Mega di Forlì.

Claudio Speranza è stato per quarantanni il cineoperatore dalle zone di guerra del TG1 RAI.
Nel 2000 ha vinto il premio Ilaria Alpi di giornalismo televisivo.

John Thackara | Luoghi

27 Febbraio 2008

dal mio punto di vista, le città più emozionanti sono quelle dove succedono cose inaspettate, in luoghi inaspettati e tendenzialmente poco belli e marginali; ed è così che in passato alcune città sono diventate luoghi interessanti“.
John Thackara si è fatto conoscere a livello internazionale per il suo impegno come Direttore di Doors of Perception, un network di future design. “Doors” ha creato un network mondiale di paradigm-changing designers, innovatori tecnologici e grassroots innovators. Thackara da vita a progetti e festival in cui designers, in collaborazione con grassroots innovators e altri cittadini, sviluppano nuovi servizi e prodotti utili per la vita di tutti i giorni. La “Doors Community” si riunisce ogni due anni in India con il fine di condividere le esperienze maturate nel biennio di lavoro. John è ad oggi il direttore creativo della nuova biennale inglese, Designs of the time (Dott. 07). Il Dott. 07 festival, che avrà luogo ad Ottobre, trae forza da due domande: come può essere la vita condotta in una regione sostenibile? Quali passi deve ancora compiere il design per portarci, da dove siamo oggi, sin là?

Gillo Dorfles | Conformismo

27 Febbraio 2008

non c’è dubbio, insomma, il conformismo è la morte dell’autenticità. Il conformismo è peggio del fanatismo, dell’esibizionismo, del populismo, del laicismo, del misticismo; o forse in un certo senso tutti li comprende e li ingloba“.
Venezia, 1992
l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia organizzò degli incontri con una serie di maestri del design italiano. L’obiettivo era quello di riflettere sul significato dell’insegnamento del design nelle università, in prossimità dell’attivazione dei nuovi corsi di laurea in disegno industriale. Venne deciso che gli incontri si sarebbero svolti il sabato mattina, per consentire l’accesso ad un pubblico ampio e come ispirazione ai designer’s saturday. Sabato 7 marzo alle ore 10, fu la volta di Bruno Munari. Quando si presentò a questo incontro Munari aveva 84 anni e con spirito generoso, condito dalle sue provocazioni sottili, presentò molti dei temi delle sue ricerche sull’arte e il design, ripercorrendo episodi del suo lavoro nell’arco di oltre mezzo secolo.
Il video realizzato dallo IUAV di San Marino è il documento prezioso ed integrale di quell’incontro, che hanno voluto proporre senza tagli né montaggi. La sua gestualità fluida ed elegante, il sorriso timido, le battute, le osservazioni acute e spiazzanti, testimoniano della sua capacità di affrontare i temi del progetto con un’apertura culturale ed un’onestà intellettuale straordinarie. Questa realizzazione è il contributo della scuola per i cento anni dalla nascita di Bruno Munari, il maestro che sapeva insegnare ai bambini e amava ricordare agli adulti che “chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara.”

Charles & Ray Eames

24 Febbraio 2008

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